Giani e Manetti © nc
È scontro aperto tra Fratelli d'Italia e la presidenza della Regione Toscana. Al centro della polemica sollevata dall'onorevole Chiara La Porta c'è un episodio avvenuto lo scorso 13 ottobre 2025 sull'autostrada A11, che vede coinvolta l'allora capo di gabinetto (oggi assessore) Cristina Manetti e, in seconda battuta, il Presidente della Regione Eugenio Giani.
L'onorevole La Porta ha reso nota la risposta a un'interrogazione parlamentare fornita dal Ministero dell'Interno, definendo la vicenda un caso da "Lei non sa chi siamo noi" e accusando la Manetti di aver fatto la "furbetta" saltando la coda in autostrada.
I fatti secondo il verbale
Secondo quanto si legge nel documento ufficiale del Ministero dell'Interno, firmato dal Sottosegretario Wanda Ferro, il 13 ottobre 2025 una pattuglia della Polizia Stradale di Montecatini Terme ha fermato l'auto di Cristina Manetti. La violazione contestata riguarda l'articolo 176 del Codice della Strada: per evitare un rallentamento dovuto all'intenso traffico all'altezza dello svincolo di Sesto Fiorentino, l'auto avrebbe lasciato la carreggiata principale percorrendo la corsia di accelerazione per poi rientrare, eludendo così la coda.
La manovra è costata cara: 430 euro di multa, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente (poi fissata in due mesi).
Il malore e l'arrivo del Presidente Giani
Nel verbale emerge un retroscena che ha scatenato l'ira dell'opposizione. Al momento del fermo, l'interessata ha dichiarato di aver avuto un giramento di testa e un abbassamento di pressione, motivo per cui avrebbe cercato di accostare, richiedendo l'intervento di un'ambulanza.
Mentre i sanitari prestavano assistenza, sul posto – si legge nella nota del Viminale – sono giunte due autovetture civili. Dalle auto sono scesi il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e il Consigliere Regionale Alessio Spinelli. I due avrebbero chiesto notizie sull'accaduto agli agenti, informandosi anche su un eventuale "permesso provvisorio per raggiungere il luogo di lavoro" e sulle modalità di ricorso, per poi prendere in carico l'auto della signora Manetti.
La visita in Prefettura
L'aspetto che l'onorevole La Porta sottolinea con maggior forza riguarda ciò che è accaduto subito dopo. "Nella medesima giornata – recita il documento del Ministero – la Manetti si è recata presso la Prefettura di Firenze, accompagnata dal Presidente Giani, chiedendo e ottenendo di essere ricevuta dal Prefetto". La visita aveva lo scopo di chiedere delucidazioni sull'iter della sanzione accessoria (la sospensione della patente).
L'attacco politico
Dura la reazione di Chiara La Porta nel suo post di denuncia:
"Giani & Manetti: Lei non sa chi siamo noi. E adesso il Presidente Giani come giustifica che è andato di persona dalla polizia stradale e dal Prefetto in sostegno alla sua capo gabinetto che era stata beccata a fare la furbetta in corsia d’emergenza a saltare la coda?".
La vicenda giudiziaria si è poi conclusa rapidamente: dopo un iniziale ricorso al Giudice di Pace presentato il 31 ottobre, la Manetti ha deciso di rinunciare agli atti il 10 novembre, provvedendo al pagamento della sanzione e accettando l'estinzione del processo. Resta però il caso politico sollevato da FdI sull'opportunità dell'intervento diretto del Governatore in una questione di viabilità privata.


