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Affaire Manetti-Giani e patente. L'indignazione corre (sui social e non solo). "Inadeguati!"

L'atteggiamento considerato dai più il più fastidioso degli abusi di potere gli allontana dai toscani.

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Cristina Manetti Cristina Manetti © facebook
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“Anche Provenzano scarica in diretta tv il presidente Giani e l’assessore Manetti, affermando che sull’affaire della corsia d’emergenza va chiesto conto ai diretti interessati.
E allora lo facciamo noi: presidente Giani, assessore Manetti, in questa regione se un comune cittadino commette un’infrazione può forse chiamare il presidente della Regione per uscire dai guai? Riceve forse assistenza sul posto, viene accompagnato in Prefettura e ottiene un colloquio immediato con il Prefetto?
Ovviamente no. Ma se ti chiami Cristina Manetti, tutto questo accade. E questo è già sufficiente per dimostrare quanto entrambi siano istituzionalmente inadeguati”.
 Lo dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Torselli, che aggiunge:  

“Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di tutelare la comunità, non di elevare sé stesso al di sopra delle regole. E resta un punto da chiarire: per questo teatrino è stato forse utilizzato inutilmente un mezzo di soccorso, mentre l’assessore poco dopo era in perfette condizioni a festeggiare nel comitato elettorale? Se così fosse, la cosa sarebbe ancora più grave perché sarebbe stato sottratto a chi avrebbe potuto avere reale bisogno. È ora che la sinistra toscana smetta di considerare le istituzioni come cosa propria”.

"In Toscana c'è una questione morale e siamo di fronte a un uso privato del potere pubblico sempre più sfacciato e, di conseguenza, deplorevole. Con tutti i problemi che la Toscana ha dalla deindustrializzazione alla sicurezza, passando per le infrastrutture colabrodo –, Giani si è recato in Prefettura – con una scusa risibile il giorno delle elezioni – con la sua Capo di Gabinetto per il caso della multa; con tutti i problemi che meriterebbero attenzione a Firenze – ricordiamo il silenzio sul caso della mancata nomina del segretario generale –, la prefetta Ferrandino ha dedicato un colloquio 'chiarificatore' a Manetti e Giani.
"Perché - affermano in una nota i consiglieri comunali della Lista civica Eike Schmidt, Eike Schmidt, Paolo Bambagioni e Massimo Sabatini. non fa altrettanto con le migliaia di fiorentini vittime dell'insicurezza e inascoltati? Ci chiediamo, inoltre, come possa pontificare di cultura e, in generale, lavorare per il bene comune chi usa le Istituzioni come un mantello protettivo, pensando di essere invulnerabile e 'più uguale' degli altri. Infine, visto che si parla sempre di sicurezza e rispetto delle regole, ricordiamo che facendo quella manovra azzardata, per motivi indifendibili, Manetti ha messo a rischio sé stessa e gli altri. Che esempio può dare ai toscani?".

"Grazie all'interrogazione parlamentare che ha presentato il nostro Capogruppo in Regione, Chiara La Porta, sappiamo per certo che - diversamente da quello che avrebbe fatto chiunque altro - la dott.ssa Manetti, invece che chiamare il suo avvocato, chiamò il Presidente Giani, che si precipitò sul posto chiedendo alla Polizia notizie sull'accaduto" .afferma il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Matteo Zoppini.
"Ma non finisce qua. Invece che attendere i tempi della Giustizia e agire nei modi previsti dalla Legge, la dott.ssa Manetti - sempre accompagnata dal Presidente Giani - fece irruzione, poche ore dopo il fatto, nelle stanze del Prefetto di Firenze, competente ad assumere i provvedimenti sul ritiro della patente di guida.
Insomma, ancora una volta, c'è chi pensa di poter tenere ogni e qualsiasi comportamento restando impunito. Ma le regole si rispettano, e sono uguali per tutti."


 

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